mercoledì 30 novembre 2016

1954 " LA BELLA UMBRA " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm .11 x 14 )


1954 " LA PRINCIPESSA MARIA CRISTINA DI SAVOIA AOSTA , CON GIANCARLO DUGHETTI , ALLA PRIMA MOSTRA DI MINIATURE AL " LYCEUM " DI FIRENZE " - ( Recensione su " La Nazione " - Rinasce dopo un secolo la MINIATURA , foto dell'opera " La bella umbra " ) - ( DEPLIANT DELLA MOSTRA )




1954 " LA PRIMA MOSTRA DI MINIATURE SU AVORIO ( A 23 ANNI ) AL LYCEUM DI FIRENZE " - ( LA BELLA ADDORMENTATA " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 11 x 14 ) - ( Opera citata nella biografia scritta da Mario Stefano Cirio ) -





1975 " RITRATTO DI ELISA " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 3,3 x 4,2 ) ( Scomparsa nel 1972 - COLLEZIONE PRIVATA , FIRENZE - ( Citata nella Biografia )


1970 " RITRATTO DI GINA MARCHI , FIRENZE " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 12 x 15 ) - / 1971 " MOSTRA GALLERIA SPINETTI " - IL MAESTRO ANNIGONI , DUGHETTI , MIRTA MANTERO , ALLA INAUGURAZIONE " -


martedì 29 novembre 2016

1971 " SIMONETTA PICCOLA BALLERINA " - ( SANGUIGNA E NERO D' AVORIO SU CARTAPECORA , Cm. 6,5 x 9 ) , ( Collezione privata )


1980 " RITRATTO DI PAPA GIOVANNI PAOLO II " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 12 x 17 , COMMISSIONATO DALLA CAMERATA DEI POETI DI FIRENZE ) - ( Nella foto , il Presidente ADOLFO OXILIA , DUGHETTI , IL GIORNALISTA ALFONSO UGHI , LA FIGLIA SIMONETTA ) , Collezione Città del Vaticano .





1977 " TESTA DI DONNA " - ( MINIATURA SU TAVOLETTA DI LEGNO Cm. 8 x 10 ) , " Collezione privata, BARI "


1973 " RITRATTO DELL CONTE MARIO TRIPCOVICH , TRIESTE " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 12 x 15 ) - " Collezione privata "


1983 " TESTA DI DONNA " - ( MINIATURA SU TAVOLETTA DI LEGNO Cm. 8 x 10 )


1973 " MONOGRAFIA A CURA DI " RENZO BIASION " DAL TITOLO " GIANCARLO DUGHETTI , MAESTRO DELLA MINIATURA " ( Edizioni d' Arte Giorgio Ghelfi - VERONA ) - " IN COPERTINA - NELLA STALLA " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 12,5 x 9.5 ) - ( Collezione privata , Vignola - )


venerdì 18 novembre 2016

BIOGRAFIA DI GIANCARLO DUGHETTI ( 1931 - 1986 ) , A CURA DI MARIO STEFANO CIRIO , AUTORE DEL VOLUME DI POESIE " .GOCCE DI LUCE " Edizioni Tassinari " , FIRENZE 2016 -

BIOGRAFIA  DI GIANCARLO DUGHETTI


Pittore miniaturista, nato a Firenze il 10 marzo 1931 in via della Ninna, ha soggiornato in ogni parte d'Italia sia per le sue personali che per eseguire ritratti a committenti. Allievo di Pietro Annigoni (1910 – 1988) e fratello maggiore dell'insigne incisore Roberto Dughetti (1938 - 2006) ha iniziato a dipingere fin da bambino essendo invidiabilmente e fisicamente vissuto in mezzo ai più grandi capolavori mondiali. Suo padre, infatti, era custode alla Galleria degli Uffizi e vi abitava proprio accanto. Giancarlo andava spessissimo a trovare il padre che lo conduceva per mano nelle immense sale illustrandogli i  capolavori dei più grandi maestri del passato.

Dotato di grandi doti nel disegno entrò nello studio di Annigoni insieme a   Romano Stefanelli e Luciano Guarnieri dove trasse gli insegnamenti che poi ha trasfusi nelle pregevoli miniature per le quali divenne famoso in Italia ed all'estero.

 Ancora fanciullo, a soli 14 anni, nel 1945, realizza lo splendido “Ritratto della nonna” ed ancora nel 1951  dopo aver dato prova delle sue capacità con il  “Ritratto di fanciulla” ( Collezione Don  Shelton, - Nuova Zelanda )  e  “ L’autoritratto  -  a mia madre "- ( ambedue del 1951 ), -  tiene la sua prima personale di miniaturista nei locali del Lyceum di Firenze  (  1954 ) ed ottiene un immediato successo per le esplicite qualità di eccezionale ritrattista.

Nel 1962 si sposa con Anna Romagnoli, conosciuta nel 1956,  che sarà  sua musa e modella preferita. Dal matrimonio nascerà nel 1965 la figlia Simonetta. Da quegli anni in poi le sue affermazioni sono un crescendo e la sua notorietà si estende dall'Italia all'estero per ritratti in miniatura ed a pastello che esegue a note personalità (il Principe del Belgio Frederic de Merode, l'industriale tessile Carlo Mantero e sua moglie Mirta Clerici Mantero, il Commendator Gino Alfonso Sada, il Senatore Giulio Maier, il Conte Mario Tripcovich, la Contessina Marie Henriette Zouboff de la  Rochefocauld).

 Nel 1964, grazie all'intercessione della Contessa Venerosi- Pesciolini  ebbe l'onore di ritrarre, l'ultimo Scià di Persia  Mohammad Reza  Pahlavi  (1919 - 1980)  che rimase così entusiasta dell'opera di Dughetti che, dopo aver acquistato alcune sue miniature, ora conservate al Palazzo del Niavaran a Tehran lo insignì di un'alta onorificenza  donandogli una medaglia d'oro raffigurante l’effige dei due regnanti e sul retro l’annuncio della nascita del figlio primogenito Ciro.


Dughetti ha esposto le sue opere a New York, Londra, Nuova Zelanda, Australia,  mentre in Italia ha tenuto mostre a Firenze, Milano, Roma, Pisa, Verona, Mestre  e Montecatini Terme. Tra i suoi ammiratori possiamo ricordare i Senatori ed ex Presidenti del Consiglio Giovanni Spadolini ed Amintore Fanfani.





Tra le sue opere conservate nei musei italiani ed europei ricordiamo: il suo “Autoritratto giovanile” (1954) ed il “Ritratto della Sig.ra Elda Grimaldi” (1969) alla Galleria degli Uffizi a Firenze, 

la miniatura “Ritratto di Maria Ricciarda Annigoni” (1957) (1) all'Accademia d'Arte di Montecatini 
Terme, la miniatura “San Giovanni Battista” (1973) alla Società di S. Giovanni Battista di Firenze, il ritratto di “Bianca” (1972) alla Pinacoteca dell'Accademia di Italia a Salsomaggiore,

 “I ritratti del notaio Alfredo Cesarini e consorte” (1955) alla Pinacoteca civica di Fossombrone, 

il pastello “Fulvia”  al museo di arte moderna  di Sessa Aurunca (Caserta),“Il fattore toscano” alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze,

“La bella addormentata” (1954) ed “Il quo vadis domine” (1954) al Petit Palais Musee di Ginevra, “Il ritratto dello Scià di Persia e consorte” (1965) al  Tehran Museum of Contemporary Art.

 Le opere degli anni '50 e dei primi anni '60 sono di qualità elevatissima si pensi, infatti, alla “Bella umbra” , al “ Ritratto di Annigoni nel suo atelier, mentre esegue il Ritratto al Commendator Puccioni” ed al gioco di delicati chiaroscuri del “Ritratto di Maria Ricciarda Annigoni” od allo sfumato delicatissimo che va a plasmare l'incarnato perlaceo della “Bella addormentata” od ancora all'apogeo della perfezione tecnica a  cui assurge il ritratto del “Padre dell'ing. Voi”.

Nel 1966, in occasione dell'alluvione che colpì Firenze realizza l'illustrazione “Nave senza nocchiero in gran tempesta” per il volume “Il bel San Giovanni” di Don Luigi Stefani. Tra il 1966 ed il 1968 realizza tre splendidi ritratti in miniatura della collezionista d'arte e mecenate Mirta Clerici Mantero (1920 – 2005) che già era stata ritratta da Gregorio Sciltian (1900 - 1985).
  
Il primo la raffigura nelle vesti di Ifigenia in Tauride ispirandosi ad un dipinto di Anselm Feuerbach (1829 – 1880), il secondo come Eva nel paradiso terrestre ed il terzo vestita di fiori in un parco sulle sponde del lago di Como. Ancora una volta tre piccoli capolavori che sono un omaggio alla bellezza, alla cultura ed ai gusti ricercati della committente. Una donna bellissima, che Dughetti coglie nella sua splendida eleganza con tecnica esemplare nella definizione delle stoffe, della tunica e degli incarnati del corpo attraverso delicati passaggi di luce e morbidi sfumati realizzati con un reticolo fittissimo di tocchi di pennello.

 Nel 1969 da alla luce una spettacolare miniatura ispirata alla mitica regina “Nefertiti” (Tebe, 1366 a.C. - Akhetaton, 1338 a.C.) dove l'ipnotica fissità dello sguardo dagli occhi quasi trasparenti ci proietta in un'atmosfera quasi incantata ed esotica fatta di luce divina. La stessa  luce, quella del disco solare, tanto cara alla ricca spiritualità egizia di quegli anni.

La stessa spiritualità che si ammira nella “Preghiera” sempre del 1969, con una figura femminile, ispirata ai lineamenti della moglie Anna, che volge lo sguardo intenso e luminoso al cielo in un colloquio con l'Eterno dove le parole pensate dalla protagonista assurgono ad un sentimento universale d'Amore 


Nel 1973,   dopo il ritratto di Gina Marchi del 1971,    un altro piccolo capolavoro: la miniatura intitolata “Nella stalla” ove in soli 12,50 x 9,50  cm. l'autore offre uno spaccato lenticolare della mungitura. 
Un'opera di profondo realismo nel taglio compositivo che mostra due contadini l'una intenta al lavoro e l'altro in una pausa di riposo e riflessione che assurge ad archetipo della semplicità e schiettezza del mondo rurale come era stato “Il fattore toscano” dipinto 4 anni prima. 


Fra il 1974 ed il 1979 una serie di ritratti  e di nudi tra cui spiccano: il ritratto di Bettina del 1972 e   del Generale Diego Vicini  del 1973, quello di Elisa 1975,

 “La siesta” del 1974, “Sinfonia d’amore“ del 1975, “La bella dormiente” del 1976 , “Donna con cappello di paglia” del 1977,  “Donna che legge” del 1978   ed il ritratto di Ruth Baiter” del 1979.Tutte opere tese ad esaltare il corpo femminile nella sua innocente sensualità. Nudi resi con una tecnica sempre sopraffina volta a rappresentare la morbidezza degli incarnati attraverso l'uso di una luce solare calda e diffusa.

Nello stesso periodo inizia a cimentarsi anche su superfici alternative quali piccole tavolette lignee sulle quali esegue miniature sempre di grande pregio con una tecnica più veloce e gestuale tra le quali possiamo ricordare “ La testa di anziana ” del 1978 di grandissimo realismo.

 Anche il disegno a carboncino e matita continua ad occupare un ruolo fondamentale nella sua produzione con risultati sempre eccezionali  come nel “Ritratto di convalescente” del 1969 e   nello splendido “Donna che si mette le calze” del 1974, ove la protagonista, la moglie Anna, viene colta   in un movimento lento ed attento che sembra ancor oggi svolgersi davanti ai nostri occhi.

Fra il 1979 ed il  1980, su commissione della Camerata dei Poeti di Firenze, presieduta da Adolfo Oxilia (1899 – 1992), esegue in Vaticano gli studi  per il “Ritratto di Papa  Wojtyla” realizzato nell'anno successivo in una grande miniatura su avorio di cm. 17 x 12 oggi conservata nelle Collezioni Pontificie presso i Palazzi Vaticani. 

Nel 1982 è stato ricevuto in Udienza particolare da Giovanni Paolo II (1920 – 2005) e per espresso desiderio della Santa Sede ha spiegato a Sua Santità le tecnica della miniatura con la quale ha eseguito il ritratto, che ha quindi consegnato a nome del Cardinale Benelli (1921 – 1982) e della Camerata dei Poeti di Firenze.
 Giovanni Paolo II, che spesso non aveva tempo per stare in posa davanti al ritrattista, per avere tuttavia un ritratto ufficiale, aveva permesso a Dughetti di partecipare alle grandi udienze collettive in un angolo della sala “Paolo VI”. Malgrado il dialogo che il pontefice intesseva ogni volta con moltissime persone,
 Dughetti ne riusciva a cogliere con la matita e con il carboncino , espressioni, umori, atteggiamenti umanissimi grazie ai quali non solo fu dipinto il ritratto, ma fu possibile anche pubblicare un album denso di particolari, studi, espressioni, su quell'indescrivibile e palese mistero che è il rapporto ed il breve dialogo tra i fedeli di Cristo ed il successore di Pietro.

Il suo animo sereno e la sua visione religiosa dell'esistenza non gli facevano temere la morte: un semplice trapasso verso mete più alte; verso la perfezione dell'Amore assoluto. Forse per lui non è stata una sorpresa il male, un ictus celebrale, che in un attimo lo ha colto ed in poche ore lo ha stroncato mentre si trovava nella ormai “sua” Vignola a soli 54 anni il 16 Gennaio 1986.

ATTIVITA'

Dughetti diventò miniaturista, scegliendo spesso per le sue composizioni un materiale insolito sul quale sviluppare il dipinto: l'avorio. Ovviamente doveva ricorrere a piccole tavolette. e doveva, ancor più ricorrere ad una grande capacità tecnica per annullare gli effetti   di un fondo giallognolo, che non assorbe affatto i colori, che può tuttavia conservarli intatti all'infinito, ovattandoli di una morbidezza e di una lucidità particolari.
Le piccole dimensioni esaltavano le incredibili capacità tecniche di un artista  che vedeva però nel disegno ed ancor più nel ritratto la vera sostanza della pittura : avere predisposizione innata, affinarla con la scuola, capire gli uomini e coglierne la loro interiorità.

Dughetti fu il solo tra gli ex allievi di Annigoni a percorrere l'ardua ed  inusitata strada della miniatura, ma i suoi ritratti ed i suoi volti sono di quelli che scavano e che colpiscono per la loro essenziale profondità.
 Era ed è considerato uno dei più bravi eredi della nostra tradizione miniaturistica, ma è stato anche il primo in Italia dal lontano 1839, anno di nascita ufficiale della fotografia, a conquistare impensati spazi pittorici nella piccola supeficie; un'innovazione conseguita attraverso un duro esercizio di ricerca e che ha permesso all'artista di far rivivere nella micro dimensione  tutto il suo mondo, l'ambiente, le persone, le cose, come se lo spazio del contenitore non fosse solo e semplicemente una superficie di soli pochi centimetri quadrati.
Tutto ciò, come ai tempi in cui la macchina fotografica non esisteva, eseguendo dal vero con diverse sedute di posa, mediante la sua tecnica al tempo stesso paziente e sapiente, ritratti solidamente modellati attraverso una pennellata fittissima  e lenticolare che rende con grande virtuosismo addirittura la grana della pelle.
 Per comprendere appieno le stupefacenti doti di Dughetti basta soffermarsi ad ammirare il ritratto eseguito nel 1964, del “Padre dell'ing. Voi”.

 In quest'opera straordinaria che potrebbe gareggiare con quelle dei grandi miniaturisti inglesi e francesi di un tempo (da Cosway a Smart, da Isabey a Augustin), il pittore riesce ad includere nello spazio di cm. 14 x 10 un angolo dello studio dell'anziano signore caldamente illuminato da una lampada che diffondendo la propria luce dorata, evidenzia le rilegature multicolori dei libri collocati sui ripiani di una bassa libreria, il protagonista, seduto su una poltrona  di pelle verde scuro lievemente consunta, ma soprattutto il suo volto e le mani ossute resi con un senso di realismo sovrumano nell'articolato disegno delle rughe, delle nervature, delle vene sottopelle, nelle carni lievemente cascanti dal collo e nello sguardo attento alla lettura di un tomo dedicato al 900 italiano, libro, che con estrema lucidità ottica, viene rappresentato addirittura con la costa superiore impolverata ed ingiallita.
 Una miniatura che nella sua perfezione formale sembra anticipare di oltre 20 anni il movimento iperrealista, ma si noti, l'iperrealismo di Dughetti non si nutre del mezzo fotografico ma delle grandi doti tecniche le stesse di un altro grande ritrattista fiorentino Agnolo Bronzino (1503 – 1572).

Successivamente lo stile si era fatto più efficace ed ardito, abbandonando negli anni '80 quel verismo rigoroso che è sempre stato l'elemento caratterizzante della propria opera, per esprimersi con accenti impressionistici i quali avevano finito con coinvolgere anche gli oli, le tempere ed i pastelli; soprattutto il ritratto, rimasto il più valido riferimento formale nel mutare delle scelte linguistiche che lo trovarono abile interprete anche nella grafica, nel paesaggio e nella natura morta.

 Quest'ultima produzione che si snoda per tutto  il corso della carriera di Dughetti dagli anni '50 agli anni '80 meriterebbe un discorso a parte per gli altissimi risultati raggiunti nella cura dei particolari, nello splendore dei colori e nella resa dei volumi. Immagini che sembrano evocare, nella  loro perfezione odori, sapori e sensazioni tattili in un universo di semplici oggetti quotidiani,

- frutti, verzure, fiori, pesci e crostacei colti in una dimensione di lucida realtà ottica che trascesa ci proietta in una rimembranza lirica di tempi ormai  trascorsi eppure ancora percepibili come in una sorta di tempo sospeso.

       (  Pubblicati nel Blog   "  giancarlodughetti.blogspot.it   " -  quadri e miniature .-

Come uomo  Dughetti era lo specchio della sua pittura: solido, gentile, sensibile, profondamente dotato di fede, testimone assertore di valori spirituali più alti. Era un uomo schivo, al quale importava più spiegare, manifestarsi attraverso l'opera, realizzare che compiacersi dei risultati.
Dughetti sapeva superare l'episodio occasionale per giungere alla testimonianza, la sensazione “provvisoria” per giungere ad “un recupero” spontaneo della nostra identità umana , spirituale ed intellettuale. Per questo, anche nei rapporti con chi aveva avuto la fortuna di conoscerlo, era semplice, aperto, sincero, sorridente, talvolta ironico come ogni fiorentino verace, dotato di un senso critico positivo, teso cioè, anche con l'arguzia, a promuovere bontà e coraggio. 


Mario Stefano Cirio (*)



(*) Autore della raccolta di poesie “Gocce di luce” edizioni Tassinari – Firenze – 2016.




https://www.amazon.it/Gocce-luce-Mario-Stefano-Cirio/dp/8899285217


domenica 13 novembre 2016

1977 " TESTA DI DONNA " -- ( MINIATURA A PASTELLO SU MATERIALE SPECIALE Cm. 10 x 15 ) - ( COLLEZIONE PRIVATA , BERGAMO )


1953 " IL NONNO " - ( DISEGNO ) - ( COLLEZIONE PRIVATA )


1973 " FIGURE FEMMINILI " - ( MATITA )





1978 " TESTA DI DONNA " - ( MINIATURA SU TAVOLETTA DI LEGNO Cm. 7,5 x 10,5 )


1979 " FIGURA DI DONNA " - ( PASTELLO SU MATERIALE SPECIALE Cm. 10 x 15 ) - Collezione privata - Firenze

 

1979 " NUDO DI DONNA " - ( MINIATURA MONOCROMATICA , SU AVORIO Cm. 8,5 x 14 )


1978 " TESTA DI FANCIULLA " ( SIMONETTA ) - ( MINIATURA SU TAVOLETTA DI LEGNO Cm. 7,5 x 10,5 ) --( COLLEZIONE PRIVATA , VERONA )


1954 " ADOLESCENZA " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 9 x 12 , OPERA ESPOSTA ALLA PRIMA MOSTRA DI GIANCARLO DUGHETTI AL LYCEUM DI FIRENZE )


1967 " RITRATTO DEL PROFESSOR DONATO SASSI , COMO " - ( MINIATURA SU AVORIO Cm. 5,5 x 7 )


1979 " NUDO DI DONNA " - ( MINIATURA SU AVORIO , MONOCROMATICA Cm. 14 x 8,5 )


1978 " QUADERNI " ARTISTI ITALIANI D'OGGI N. 114 " - ( IN COPERTINA - " RITRATTO DI MIA MADRE " - ( MINIATURA SU TAVOLETTA DI LEGNO Cm. 10 x 15 )


1971 " CRISTIANA ADOLESCENTE " - ( PASTELLO SU MATERIALE SPECIALE )